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Spicchi di alfabetizzazione culinaria

S come scalogno

Lo scalogno fa parte della famiglia della cipolla e dell’aglio, ma è leggermente più piccolo. È formato da bulbi raggruppati in un unico bulbo tunicato poco più grande. Spesso i bulbi sono uniti insieme a treccia.

Viene utilizzato in cucina per le ricette più raffinate. Il suo gusto, infatti, è meno forte dell’aglio e più deciso della cipolla.

Anche il titolo del libro dello chef Carlo Cracco, due stelle Michelin, recita “Se vuoi fare il figo usa lo scalogno“.

Ha diverse proprietà benefiche. Grazie allo zolfo e al disolfuro, abbassa la pressione riducendo il rischio di malattie cardiovascolari. Contiene anche una dose di silicio che aiuta a rinforzare capelli e unghie.

Così come l’aglio e la cipolla, anche lo scalogno possiede diverse sostanze aromatiche che tendono a riproporsi durante la digestione. Spesso vengono scambiate con la pesantezza post-pasto, in realtà sono semplicemente le eruttazioni di queste sostanze.

COME SCEGLIERLO, CONSERVARLO E UTILIZZARLO IN CUCINA

Quando scegliete lo scalogno assicuratevi che il bulbo sia ben asciutto e senza germogli. Si può trovare fresco verso la fine dell’estate, oppure secco durante il resto dell’anno.

Una volta acquistato, va conservato in un luogo fresco, asciutto e buio. In questo modo si può tenere per un mese. Se invece ne utilizzate solo un pezzo, riponetelo in frigorifero con la pellicola o in un contenitore chiuso ermeticamente, per una settimana al massimo.

In cucina si può utilizzare al posto dell’aglio o della cipolla come ingrediente per il soffritto. Si può mangiare anche crudo per insaporire le insalate. È anche perfetto per la preparazione di sughi, salse, zuppe, torte salate e farciture. Infine potete prepararlo come contorno, arrostito in forno o caramellato in padella.

Scopri come lo ho utilizzato e preparato in questa ricetta.