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Spicchi di alfabetizzazione culinaria

F come fagioli borlotti

I fagioli borlotti sono i legumi più conosciuti e coltivati al mondo. La regione italiana con le colture più ampie è il Veneto.

In generale, esistono circa 300 specie differenti di fagioli, di cui solo 60 vengono commercializzate e raggiungono le nostre tavole.

I fagioli borlotti provengono dell’America del Sud e si sono diffusi in Italia solo a partire dal XV secolo.

Oggi si possono trovare come prodotto fresco, secco, surgelato o precotto in scatola.

PROPRIETÀ NUTRIZIONALI

I fagioli borlotti sono ricchi di fibre che favoriscono l’attività e il benessere dell’intestino.

Contengono anche le saponine, dei glicosidi che prendono per mano il colesterolo formando un’unica sostanza insolubile e quindi facilmente espellibile dal corpo.

Questo comportamento non si deve confondere con le flatulenze, conseguenza del fatto che sono carboidrati complessi. Nel percorso di digestione, quando raggiungono l’intestino, vengono presi d’assalto dai batteri che per mangiarseli producono grandi quantità di gas.

Nei fagioli troviamo anche la vitamine A che protegge la pelle e le mucose, la B per i capelli, gli occhi e il fegato, C ed E con funzione antiossidante, cioè contro i radicali liberi che invecchiano le cellule.

Hanno diversi sali minerali, come ferro, potassio, fosforo e calcio, utili alla produzione di energia e al sostentamento del corpo.

COME UTILIZZARLI E CONSERVARLI

I fagioli borlotti freschi si trovano tra la fine di luglio e la fine di settembre. Il resto dell’anno si possono acquistare secchi, in comodi sacchetti.

Evitate sempre di acquistare i prodotti in scatola perché contengono conservanti artificiali o sale in abbondanza.

I fagioli freschi si conservano nel frigo al massimo 3 giorni. Vanno sgranati soltanto prima di cuocerli per conservare intatta la loro croccantezza.

È possibile congelarli freschi e conservarli per 6 mesi, in modo da averli disponibili per tutta la stagione fredda.

Quelli secchi, invece, si conservano in un luogo fresco e asciutto, e prima di cuocerli vanno lasciati in ammollo in acqua fredda per una decina d’ore, poi si eliminano quelli che galleggiano, si getta l’acqua e si risciacquano per eliminare le sostanze tossiche.

Piccola curiosità: per eliminare la sensazione di gonfiore addominale data dai fagioli, si può utilizzare un pizzico di zenzero durante la preparazione.